La "media" bellezza.

Ci si riempie la bocca con frasi che  descrivono la bellezza e che ne decretano la fondamentale importanza in tutte le cose, che siano processi, soggetti od oggetti. La bellezza è alla base della selezione naturale. La bellezza salverà il mondo.

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La prima frase si capisce, e significa che un indefinito senso di bellezza ha decretato le regole discriminatorie dell'evoluzione. La seconda frase suona invece un po' sibillina e ci respinge nell'abisso e  nel vago, se non altro perché, non potendo prevedere in anticipo le regole del bello, non si riesce a mettere tutti d'accordo sulla direzione da prendere quando si pianifica il futuro, sia esso in termini territoriali (urbanistici e architettonici) , sia esso in termini etici e sociali. Conoscere le meccaniche che rendono esplicito il bello sarebbe la soluzione definitiva.

Piramide del Louvre, Parigi. N.De pisapia

Piramide del Louvre, Parigi. N.De pisapia

In un precedente articolo sulla bellezza, che risale al 21 giugno 2017 , si dice che la scienza non è in grado di capire i meccanismi del nostro giudicare bello qualcosa , ma può dire cosa che succede nel cervello quando ne facciamo esperienza. Conoscere i segreti della bellezza sarebbe impugnare uno strumento prezioso di anticipazione delle nostre reazioni, cosa che ci regalerebbe sapienza senza dover passare necessariamente per l’esperienza.

Dal momento che spesso la realtà ci restituisce scenari molto discutibili, che prevaricano il buon senso ed il buon gusto, proponiamo un gioco, forse infinito, dove ognuno è invitato a dare la propria definizione del bello o anche del non bello. Sono ammesse, anzi ben accette, ovvietà, e concetti indiscutibili. Man mano che si prosegue nel gioco sarà inevitabile passare dall’ ovvio all’ opinabile. L’intento finale è di passare al setaccio tutte le possibili considerazioni e verificarne la fondatezza, come una sorta di reset del nostro modo di percepire il mondo, una epurazione dai preconcetti e condizionamenti legati alla transitorie sottoculture del momento.


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Invito tutti a proporredi seguito un postulato e/o un esempio che chiarifichi il concetto espresso da esso. Chissà se questo modo di gamificare ci possa aiutare nella ricerca sempre più raffinata per un metro di giudizio obiettivo, universale e duraturo, che possa fare giustizia del bello sacrificato o del brutto illegittimamente accreditato.

Si parte :

.1. La bellezza è sincronizzazione .

Esempio : l'albero spoglio in inverno è bello, l'albero spoglio in estate è brutto.

2. La bellezza non è il sublime. Se  la percepiamo come tale significa che qualcosa di più grande di noi sta avvenendo e noi ne siamo schiacciati e sacrificati per un nuovo equilibrio.

Esempio: un uragano ci destabilizza

3. La bellezza è efficacia…


Commentate ed il vostro commento/punto sarà inserito nel testo.

Grazie.

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Giusi Ascione

Architetto abilitato dal 1992, LEED Green Associate, con un’esperienza decennale all’estero presso studi di progettazione internazionali (Burt Hill, EMBT/ RMJM, Forum Studio/Clayco). Rientra in Italia nel 2008 per avviare ABidea, dedicato alla progettazione e al retrofit. Nel frattempo presta consulenza presso Proger Spa, NeocogitaSrl, collabora con il GBCItalia. Consulente architetto per spazi rigeneranti e formatore di CFP per architetti, è coinvolta anche in attività di ricerca interdisciplinare centrata sulle relazioni tra il comportamento umano e lo spazio costruito. (EBD - Environmental Psychology)

Psicoacustica: un nuovo strumento per arricchire l'esperienza di un luogo

Questo articolo vuole attirare l’attenzione e  creare consapevolezza su una disciplina ancora non presa molto in considerazione nella progettazione tradizionale: l'architettura ”aurale”. Questo approccio considera il suono un fattore fondamentale nella progettazione di ambienti di qualità e non va confuso con l'ingegneria acustica, anche se questa ne fa parte .

 

URBAN SOUNDSCAPES:The effect of auditory stimulation on mood -Master Thesis of WENQI JI

URBAN SOUNDSCAPES:The effect of auditory stimulation on mood -Master Thesis of WENQI JI

Qui si parla di psicoacustica piuttosto che di acustica . Quest’ultima si concentra sulla trasmissione del suono fino all'orecchio, mentre la psicoacustica si interessa al modo in cui noi diamo attenzione ai diversi suoni e  come noi, a livello istintivo, creiamo delle gerarchie degli stessi, attribuendo significati di vario genere. Purtroppo non siamo sempre consapevoli del significato che possono avere i paesaggi uditivi nella nostra esperienza di vita quotidiana. Il nostro mondo, e specialmente il modo in cui noi lo progettiamo, tende a essere interpretato e giudicato prevalentemente nel suo l'aspetto visivo, mentre  gli spazi  interni, e anche gli edifici, reagiscono ai nostri suoni  e ne inviano di  altri  alle nostre orecchie, restituendoci una realtà che comprende quella visiva ma che si arricchisce e va ben oltre (1).

Mentre è più facile parlare di geometrie, di colori e di illuminazione, parlare dei suoni ci coglie impreparati. Già collaudato e ormai diffuso è l’impegno e lo sforzo richiesto per la riduzione dell’inquinamento acustico, attraverso un tipo di approccio che è postumo alla realizzazione di uno spazio, e che tende ad eliminare gli elementi di  disturbo quali i rumori o le interferenze per volumi troppo alti, ma con il termine aurale stiamo ad indicare un’altra competenza.

I musicisti sanno come insonorizzare una camera, usano un vocabolario molto più ricco del progettista architettonico, e quando si tratta di affrontare problemi di diffusione della musica, conoscono bene qual è il requisito di una stanza destinata a riprodurre musica rock oppure musica classica o ancora altro genere musicale. Essi sono molto sensibili agli infiniti messaggi che ci sono dentro i suoni musicali, così strettamente legati all’ambiente in cui vengono riprodotti.

C'è un’interessante TED talk di David Byrne, dal titolo "How architecture helped music evolve" che spiega molto bene l’importanza che le caratteristiche spaziali hanno quando una particolare musica viene riprodotta oppure scritta. L’ex Talking Heads ci fa ascoltare il canto di una tribù africana evidenziandone  la bellezza e la naturalezza, la quale può svanire immediatamente  se solo si immagina di ascoltare la stessa performance in un ambiente chiuso, come un teatro.

Il musicista in genere non è un intenditore di psicologia uditiva, sicuramente ha una sensibilità maggiore per approcciarsi al design sonoro di un ambiente, però lo fa il rispetto alla musica e alle note suonate.  Quali sono le competenze allora richieste per una progettazione aurale?

Le prime discussioni intorno al problema relativo alla tipologia del suono vengono affrontate grazie al lavoro pionieristico di Murray Schafer.  MS è particolarmente noto sia per il World Soundscape Project, da lui ideato negli anni Sessanta per promuovere una nuova ecologia del suono, sensibile ai crescenti problemi dell'inquinamento acustico, sia per il testo The Tuning of the World (1977), tradotto in Italiano con il titolo “Il paesaggio sonoro”.

Grazie a questo suo lavoro sono stati resi noti i principali elementi del paesaggio sonoro : la tonica , il segnale e l'impronta.

La Campana della Pace domina la città Rovereto (TN)

La Campana della Pace domina la città Rovereto (TN)

La prima non è sempre percepita coscientemente, perché fa da sottofondo ed è caratterizzante un luogo: all'origine identificata con i suoni della natura (vento, piante, uccelli, ecc.) oggi è rappresentata anche dal rumore del traffico.
Il segnale è un tipico  stimolo che ci allerta, che si distingue dagli altri suoni, come è in genere una sirena, un fischio del treno.

L'impronta, infine,  è l'equivalente di ciò che nella vista è rappresentato dal landmark, ed identifica il luogo perché memorabile, indimenticabile, e da tutelare proprio come un edificio o monumento storico.

  In questo ambito di ricerca e applicativo entrano in gioco le neuroscienze cognitive (eh sì , sempre loro) che studiano come  inconsciamente le percezioni uditive ci inducono emozioni forti. Lo stimolo acustico trasmette, nell'unità di tempo , molte più informazioni di uno stimolo visivo, pertanto  la stimolazione determina reazioni più veloci ed incisive. Un esempio è fornito dal clacson delle auto, che spesso rivela essere molto più efficace nella segnalazione di un pericolo rispetto alla segnalazione luminosa di un flash.

La biofilia gioca anche qui un ruolo importante nel definire i suoni piacevoli, allertanti o sgradevoli, in poche parole nel distinguere le armonie dal rumore. Il cinguettio di un usignolo, lo scroscio dell'acqua, ma prima di tutti la voce umana , (primo stimolo percepito dall'essere umano in forma embrionale, ancora nell'utero materno),  sono i tipi di suono che risultano gradevoli. Rispetto alla voce umana (ma anche con altri suoni) abbiamo una forte capacità selettiva e discriminante, che esprimiamo attraverso il fenomeno chiamato “effetto cocktail party” secondo cui i suoni su cui non prestiamo attenzione non raggiungono la nostra consapevolezza perchè il nostro cervello elabora tutti i tipi di segnali che le nostre orecchie percepiscono ma seleziona solo quelli di cui prova più interesse, usando diverse tecniche per distinguerli (tono, impostazione di voce, ecc.), e quindi elabora il controllo dell’attenzione solo su questi (2). 

Effetto Cocktail Party : selezioniamo solo una voce tra tre. Immagine da www.Nature.com

Effetto Cocktail Party : selezioniamo solo una voce tra tre. Immagine da www.Nature.com

E per concludere cosa possiamo dire del silenzio?

Il silenzio assoluto non esiste: quando si riesce a creare uno spazio altamente insonorizzato, come accade solamente nella camera anecoica,  noi possiamo provare un senso di disagio oppure di magico, perché ascoltiamo solo i segnali che  provengono dal proprio corpo e ci ritroviamo in forte intimità con noi stessi. Probabilmente in alta montagna possiamo andare vicini a questo tipo di esperienza, anche se un battito d’ali o una ventata tra le foglie degli alberi riesce sempre interrompere questo incantesimo.

John Cage, compositore sperimentale statunitense, intendeva proprio dimostrare questo concetto nel suo brano dal titolo  4′33″,  il cui spartito dà istruzione all'esecutore di non suonare per tutta la durata di quattro minuti e mezzo del brano.

 Buon Ascolto .

Esibizione del brano 4’33” di W. Marx al McCallum Theatre , CA

Esibizione del brano 4’33” di W. Marx al McCallum Theatre , CA

Fonti :

  1. Pallasmaa. "The eyes of the Skin"
  2. Binural Architecture- Tesi di Emily R. Brett -2015
  3. http://www.neocogita.com/leffetto-cocktail-party/
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Giusi Ascione

Architetto abilitato dal 1992, LEED Green Associate, con un’esperienza decennale all’estero presso studi di progettazione internazionali (Burt Hill, EMBT/ RMJM, Forum Studio/Clayco). Rientra in Italia nel 2008 per avviare ABidea, dedicato alla progettazione e al retrofit. Nel frattempo presta consulenza presso Proger Spa, NeocogitaSrl, collabora con il GBCItalia. Consulente architetto per spazi rigeneranti e formatore di CFP per architetti, è coinvolta anche in attività di ricerca interdisciplinare centrata sulle relazioni tra il comportamento umano e lo spazio costruito. (EBD - Environmental Psychology)

Quando il Cambiamento parla a voce bassa

Montecitorio : Aula Emiciclo

Montecitorio : Aula Emiciclo

Cerchiamo di non farci coinvolgere dalle polemiche e dalla confusione ideologica che si respira negli ambienti politici, invece lasciamoci andare all'ascolto, senza pregiudizio,  di un discorso  pronunciato da un nuovo residente di Palazzo Montecitorio. Si coglie chiaramente un segno  di grande cambiamento che non è politico, ma preannuncia una svolta epocale, che prescinde dalle ideologie tradizionali, e risulta  tanto forte quanto inaspettato..

Ascoltare personaggi politici richiedere una maggiore attenzione verso gli spazi costruiti, e sentire farlo in chiave diversa da quella legata ai soliti aspetti normativi, legislativi ed economici, risulta  destabilizzante ma anche rincuorante.

Ci siamo interrogati sull’ambiente di questi palazzi bellissimi, meravigliosi, che evocano storia e cultura. Però tante volte li abbiamo anche visti poco umani o comunque lontani dalla realtà esterna quotidiana...
Il "Transatlantico" in palazzo Montecitorio

Il "Transatlantico" in palazzo Montecitorio

Per avanzare ed evolverci, anche spiritualmente , bisognerebbe partire da questi palazzi che dovrebbero dare l’esempio ... perchè abbiamo capito che la rivoluzione è individuale e collettiva, e quindi per renderla valevole e vera questa rivoluzione ... magari in un futuro prossimo, ci potrebbe essere una sala di meditazione, dove i parlamentari che ne hanno voglia, possono ricaricare le loro energie, avanzare nella loro lucidità per migliorare il proprio lavoro ...

A parlare è Dalila Nesci, giornalista e deputata alla Camera, in uno degli appuntamenti del seminario di filosofia dal titolo "Parole Guerriere". Il concetto espresso  risulta contemporaneamente  semplice ed innovativo, anche se non  è la prima volta che un parlamentare propone di inserire la pratica meditativa all'interno del palazzo.  Lo ha già fatto nel 2007 Fausto Bertinotti, contando sulla collaborazione dell'architetto Paolo Portoghesi. L'architetto era disponibile ad accettare la sfida per un luogo che doveva essere "di  ispirazione ecumenica,  in cui tutti possano interrogarsi sul senso dell'esistenza, tanto più di fronte al precipitare della barbarie, ai segni delle guerre e dei terrorismi che lacerano la comunità umana".

L'intervento della Nesci è però più attuale, anzi anticipatorio, perché fa riferimento ad una pratica meditativa laica, in sintonia con i contenuti presentati  in occasione della Project Anticipation Conference, svoltasi in Trento  nel  novembre 2016.  Negli atti della conferenza raccolti in un libro omonimo, con il sottotitolo "When design Shapes futures in architecture and urban design" (*), in particolare nell'articolo "Towards a Neuroscience-based and architecture driven Care of Self" , si parla di una crisi definitiva di strategie globali per i cambiamenti sociali. Mentre nel passato è stata la fede religiosa un riferimento imprescindibile, e solamente fino a qualche decennio fa erano le leggi economiche a farci da guida, almeno nel mondo occidentale, adesso succede che perfino il mondo scientifico fallisce nel suo ruolo di  principale referente. La vera rivoluzione quindi non può che partire dall'individuo puntando sul rafforzamento del corpo e della mente,  per costruire intelligenza emotiva e cognitiva, e quindi forza e indipendenza.  "Una rivoluzione personale e intima, agendo su scala piccola e privata, lentamente darà alla nuova società una nuova pelle e, di conseguenza, libererà quella vecchia, con una progressiva metamorfosi. L'effetto domino che potrebbe seguire sarà tale da influenzare il patrimonio sociale, economico e politico dopo aver cambiato il nostro punto di vista, e renderci consapevoli di far parte di un sistema organico e armonico più ampio  ... In questa generale trasformazione umano-centrica, l'ambiente costruito può svolgere la sua parte fondamentale nel plasmare i modelli mentali - oltre i semplici aspetti urbani - per l'auto-trasformazione e la rigenerazione. I microambienti su scala umana, facilmente collegabili a spazi e realtà preesistenti, possono essere attrezzati per migliorare la nostra risposta mentale e regolare i processi psicofisici modulando tutte le caratteristiche spaziali."

Concepire spazi per la meditazione significa aiutare l'individuo nella "cura del sè" e nella sua crescita morale, per iniziare una trasformazione socio-economica dal basso,  in cui l'individuo non domina più uil sistema, ma ne diventa parte. Come non auspicare che questa pratica faccia parte dell'attività di un politico?

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Me c'è però dell'altro nelle dichiarazioni riportate sopra, che fa riferimento ad una percezione di una architettura lontana dalla realtà attuale e quindi a volte anche incombente.  Come conciliare allora il riferimento storico e culturale che l'architettura rappresenta  con l'esigenza di contemporaneità legata ad un rinnovato concetto spaziale ?

Un'ambientazione solenne ed elegante, quale è quella delle aule e dei corridoi del palazzo Montecitorio o degli altri palazzi istituzionali preesistenti, può lasciare spazio ad interventi di integrazione per la creazione di  microambienti attrezzati per migliorare la nostra risposta mentale e regolare i processi psicofisici ?

La risposta  è data dall'evoluzione che ha già interessato altre  strutture che, altrettanto anacronisticamente,  si imponevano a realtà completamente diverse da quelle che le aveva concepite, come per esempio le chiese gotiche o neoclassiche. La Chiesa non è più quella istituzione egemonica ed autoritaria del Medioevo o del Rinascimento , eppure i suoi spazi concepiti in quelle epoche  ospitano con disinvoltura nuove cerimonie religiose e nuove ritualità. I segni del passato vegliano su di noi come un promemoria, una costante ricordo della continua e lenta voluzione a cui l'essere umano è stato e  sempre sarà sottoposto. Tocca a noi conteporanei saper gestire la transizione.

 

Nota (*) Project Anticipation - When Design Shapes futures in architecture and urban design - Conference Proceedings,  2016, Maggioli Editore

 

 

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Giusi Ascione

Architetto abilitato dal 1992, LEED Green Associate, con un’esperienza decennale all’estero presso studi di progettazione internazionali (Burt Hill, EMBT/ RMJM, Forum Studio/Clayco). Rientra in Italia nel 2008 per avviare ABidea, dedicato alla progettazione e al retrofit. Nel frattempo presta consulenza presso Proger Spa, NeocogitaSrl, collabora con il GBCItalia. Consulente architetto per spazi rigeneranti e formatore di CFP per architetti, è coinvolta anche in attività di ricerca interdisciplinare centrata sulle relazioni tra il comportamento umano e lo spazio costruito. (EBD - Environmental Psychology)