La neuro-vacanza. Se non è neuro che vacanza è ?

Oggi voglio parlare di tutto quello che si può fare per migliorare il nostro benessere, ma senza necessariamente ricorrere alla progettazione architettonica degli spazi confinati, quanto piuttosto usufruendo semplicemente della libertà di azione che la stagione estiva ci offre, sia per il tempo libero a disposizione, sia per le condizioni meteorologiche favorevoli.

I momenti di riflessionie e crescita. —- Foto di N. De Pisapia

I momenti di riflessionie e crescita. —- Foto di N. De Pisapia

 Cosi intende neuroarchitectura per “neuro-vacanza” ?

Cominciamo con l’analizzare il nome vacanza, che indica una condizione dell’essere vacante, vuoto. La vacanza è quindi l’opportunità di fare un cambio di contenuti della nostra esperienza di vita, di eliminare il tossico e sostituirlo con dosi di nuova vitalità.

La parte neuro indica proprio l’attenzione all’opportunità di rigenerazione neurofisiologica che il periodo di “ferie” offre. Per prima cosa possiamo rivedere il luogo comune secondo il quale l’essere umano contemporaneo passa il 90% del suo tempo negli spazi chiusi : per almeno un paio di settimane in estate questa condizione può essere facilmente modificata se non ribaltata.

Tutti coloro che vivono nelle fasce temperate dell’emisfero boreale del nostro pianeta avranno maggiori possibilità ed occasioni di passeggiare all’ aperto, nella natura, che sia il mare o la montagna, ma anche di fare esperienze corporee e sensoriali inusuali e di grande impatto.

Prendiamo per esempio la condizione di trovarsi in riva al mare, o su una barca, o addirittura di nuotare nelle acque alte, al largo dalla costa. Senza andare troppo nei dettagli delle esperienze sensoriali più nascoste e sottili, è facile prefigurarsi che, nel caso di una passeggiata lungo la riva, il nostro corpo sia costretto a deambulare in modo diverso, perché la consistenza del suolo sotto i piedi è diversa. La sabbia è morbida e cede, e, se si tratta di una spiaggia con sassi o grossi massi, siamo costretti ad un continuo gioco di bilanciamento del corpo. Un gioco di equilibrio ancora più estremo è quello che si affronta nella barca, sui pontili.Se i nostri piedi sono nudi, riconosciamo i diverse materiali calpestati, i quali ci inviano input che si aggiungono ai consueti impulsi sonori e visivi.

Nuotare è un’altra esperienza fantastica. In un articolo di un po’ di tempo fa, si è già parlato della ricchissima esperienza di spinta e pressione corporea avvertita quando siamo immersi in grandi bacini di acqua, che non può essere uguagliata dalla sensazione provata sotto una doccia o in una vasca da bagno del proprio appartamento (nonostante queste rappresentino comunque dei momenti rigenerativi).

Vacanzieri un po’ più coraggiosi proveranno a lanciarsi nel vuoto con il parapendio, e faranno esperienza del volo, e della caduta libera, oltre che ammirare dall’ alto l’orografia del territorio , e di cogliere il paesaggio in una modalità che non è propria dell’uomo. Egli , in quanto animale bipede che non va oltre i 10 m/h quando ha un’andatura rilassata, generalmente è limitato nell’ esplorazione dei suoi micro-spazi,

Insolita, ma più accessibile, è anche la percezione della costa quando osiamo allontanarci a nuoto da essa, cioè quando ci ritroviamo immersi in una profonda solitudine che restituisce i suoni del nostro corpo in modo dominante rispetto a quelli della natura intorno a noi.

L’estate è quindi una grande opportunità per esperire una diversa consapevolezza della nostra esistenza, poiché finalmente ci sentiamo parte dell’ecosistema ed in armonia con esso, e quindi rigenerati. Effettuare quella sorta di “zoom-out” dalle cose e dai concetti ci permette di crescere emotivamente e intellettivamente, senza dover passare necessariamente attraverso le nozioni scritte o udite.

Che dire quindi delle programmate visite museali nelle importanti città culturali di riferimento ? Visitare le architetture di eccellenza e testare il loro effettivo valore in una condzione di rilassatezza, ci permette di fare valutazioni più di pancia, e di usare una chiave di lettura più consona alla propria storia e alle proprie esigenze.

Firenze: Gelati Magnum in primo piano e sullo sfondo la chiesa di Santa Maria in Fiore

Firenze: Gelati Magnum in primo piano e sullo sfondo la chiesa di Santa Maria in Fiore

Non vogliamo decretare la fine delle cosidette vacanze intelligenti, quanto piuttosto prendere coscienza di quanto la pausa estiva sia un’opportunità per riappropriarci del nostro essere animali erranti, cioè di quello che aveva segnato la nostra evoluzione psico-fisica prima che la sedentarietà decretasse la nascita delle città e l’inizio del processo di antropizzazione del paesaggio.

Quando siamo in vacanza rovesciamo il nostro punto di vista, respiriamo meno VOC, o almeno non sempre quello dello stesso tipo. La luce che illumina i nostri spazi è per la maggior parte del tempo quella solare, ed i suoni naturali che ci investono aumentano. Le voci umane e i loro volti saranno spesso associati a memorie antiche, ma poi si riveleranno sempre meno scontate. Le aspettative su quanto ascoltato e visto saranno disattese e lasceranno il posto alla curiosità e quindi alla sorpresa.

Buone vacanze quindi, e che i vostri recettori e neuroni trasmettano segnali nuovi, per nuove combinazioni neuronali, in un corpo e una mente rigenerati, in cui gli eventi stressanti lasciano il posto alla meraviglia di aver raggiunto un nuovo e positivo equilibrio.

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Giusi Ascione

Architetto abilitato dal 1992, LEED Green Associate, con un’esperienza decennale all’estero presso studi di progettazione internazionali (Burt Hill, EMBT/ RMJM, Forum Studio/Clayco). Rientra in Italia nel 2008 per avviare ABidea, dedicato alla progettazione e al retrofit. Nel frattempo presta consulenza presso Proger Spa, NeocogitaSrl, collabora con il GBCItalia. Consulente architetto per spazi rigeneranti e formatore di CFP per architetti, è coinvolta anche in attività di ricerca interdisciplinare centrata sulle relazioni tra il comportamento umano e lo spazio costruito. (EBD - Environmental Psychology)

Lampada SMART+ : Ready, Steady ... Focus !

In occasione di Euroluce 2019 Rotaliana Srl presenta a Milano (1) una lampada veramente innovativa. Smart+ è una task light non  solo degna di tutti i tags del momento legati all’industria illuminotecnica (IoT, smart light, sensoristica, umano-centrico, ritmo circadiano, luce biodinamica, LED, AI) ma è anche, e soprattutto, uno strumento per il benessere. E’ stato interessante e soddisfacente collaborare, per conto di Neocogita Srl, con un team multidisciplinare che annovera, oltre alla società trentina coordinata dal gruppo MEZZALIRA, lo studio di design Habits di MIlano e la società di comunicazione Graffiti 2000 S.r.l. di Riva del Garda.

Smart+ in ufficio. IMG. perhaps.adv

Smart+ in ufficio. IMG. perhaps.adv

Il nome Smart+ è stato scelto non solo in riferimento ai contenuti tecnologici della lampada, ma anche per esprimere la missione ed il concept alla base del progetto. Quando è in modalità focus, la lampada diventa un supporto per la concentrazione, cioè quella attività cognitiva necessaria quando dobbiamo essere produttivi, risolutivi  o semplicemente  esecutivi, che siamo  in ufficio o a casa

In questa epoca tecnologica, che spesso ci esige iper-performanti, operativi al limite delle nostre potenzialità, è giusto che si pensi di usare la tecnologia anche per renderci consapevoli di quali siano gli equilibri da rispettare ed i limiti di un comportamento salubre. Il nostro benessere mentale e fisico è essenziale per consentire una produttività a lungo termine. Conoscere  il rapporto viscerale che abbiamo con la natura e la luce naturale significa conoscere e rispettare i nostri limiti, e quindi dosare i nostri sforzi.

Smart+ è una luce dinamica nella sua intensità, distribuzione e colore. Per colore non si intende solo la sua temperatura di colore (calda o fredda) ma la sua composizione spettrale, capace di assecondare  la variabilità dell'efficacia circadiana lungo il corso della giornata e quindi di rispettare il nostro orologio biologico.

 Difficile spiegare con le sole parole come la complessità progettuale di questa lampada si traduca  in naturalezza della sua emissione luminosa ed in immediato comfort percepito dopo il suo utilizzo.

Il comando su lampada .  Immagine di  Perhaps Adv

Il comando su lampada .

Immagine di Perhaps Adv

Smart+  si avvale di una duplice sorgente LED che varia di intensità, cono di emissione , diagramma spettrale e quindi temperatura di colore, e non solo per cogliere  la  dinamicità della luce naturale, ma anche per individuare i diversi profili di utenza e  accompagnare, stimolare e modulare, per ciascuno di essi, il lavoro di concentrazione. Si tratta di un delicato gioco di calibratura - tramite raccolta e interpretazione dati - e di  controllo, per un programma  dell'output luminoso che tiene conto delle distinte esigenze e propensioni.

Un'applicazione dedicata, con l'uso affiancato dello smartphone, rende disponibile un più ampio registro di dati ed una reportistica utile sia perché restituisce un profilo utente, sia perché definisce  obiettivi a lungo termine.  

A prima vista, se si  conoscono su carta le diverse e complesse funzionalità della lampada, si può rimanere alquanto basiti per la semplicità ed essenzialità del risultato estetico del prodotto.

Diego Rossi, Co-founder di Habits, ha ben riassunto con questa frase tutto il lavoro dietro la realizzazione: "Da un così elevato numero di variabili scaturisce un incessante lavoro di ordinamento e semplificazione che si concretizza in un equilibrio di forme astratte, capace di esprimere il rigore scientifico alla base del progetto, e lasciare spazio all'emozione della luce."

 Neocogita, azienda che lavora nel settore del brainwellness, ha avuto anche il ruolo di raccogliere e analizzare i risultati della ricerca scientifica dedita allo studio degli aspetti biologici della luce, cioè quelli responsabili della sincronizzazione del ritmo circadiano e degli altri cicli correlati. Non tutti sanno che specifici aspetti qualitativi e quantitativi della luce regolano non solo il rilascio della melatonina, responsabile del ciclo veglia-sonno, ma determinano anche il rilascio di altri ormoni, come il cortisolo e la serotonina, che sono coinvolti nella regolazione del nostro stato di allerta e del buon umore.  

Un'illuminazione di qualità deve assicurare un'ottima visibilità,  emozionare e caratterizzare lo spazio, ma soprattutto deve rispettare il nostro orologio biologico. Diversi dosaggi luminosi,  attraverso percorsi alternativi a quelli legati alla soppressione della melatonina, possono indirettamente avere effetto su specifici compiti  cognitivi. Questo campo d ricerca neurofisiologica, che esplora tali nuovi processi neuronali e ne valuta il coinvolgimento nella stimolazione di stati mentali, in particolare lo stato di vigilanza,  non ha ancora prodotto eclatanti risultati. Tuttavia indagare e sperimentare sul mercato nuove idee,  che propongono nuove modalità di illuminare gli ambienti e nuove interazioni con l’utenza,  è un'iniziativa ben vista anche dal mondo della ricerca.  

Ciclo luminoso in modalità Focus: tripla dinamicità.(immagine protetta)

Ciclo luminoso in modalità Focus: tripla dinamicità.(immagine protetta)

Smart+ ha il merito di proporre una nuova dinamicità della luce. I  nuovi parametri luminosi sono stati oggetto di sperimentazione e di verifica, la quale  ha prodotto risultati soddisfacenti rispetto alle aspettative di progetto. Smart+ contribuisce all'ergonomia mentale e fisica di un ambiente di lavoro ed al suo carattere rigenerativo, e lo fa discretamente, coordinando i pattern di utilizzo  ai parametri fisiologici individuali.

La presentazione del prodotto a Milano (1) consentirà a tutti gli interessati non solo di valutare da vicino le qualità estetiche e tecnologiche, ma anche di essere testimoni di un nuova interazione con la luce artificiale,  che caratterizza il prodotto come una sorta di "personal trainer" e che guida alla  consapevolezza  del profondo rapporto uomo-luce.

Una vera e propria celebrazione dell'uomo e della sua esperienza di uso  oltre che del prodotto d'illuminazione in sé, cosa che rende Smart+ perfettamente in linea con il tema della fiera e con l'attuale visione umano-centrica del design.

1.Quartiere Fiera Milano, Rho. Stand B07 – B11 // Hall 13

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Giusi Ascione

Architetto abilitato dal 1992, LEED Green Associate, con un’esperienza decennale all’estero presso studi di progettazione internazionali (Burt Hill, EMBT/ RMJM, Forum Studio/Clayco). Rientra in Italia nel 2008 per avviare ABidea, dedicato alla progettazione e al retrofit. Nel frattempo presta consulenza presso Proger Spa, NeocogitaSrl, collabora con il GBCItalia. Consulente architetto per spazi rigeneranti e formatore di CFP per architetti, è coinvolta anche in attività di ricerca interdisciplinare centrata sulle relazioni tra il comportamento umano e lo spazio costruito. (EBD - Environmental Psychology)

La "media" bellezza.

Ci si riempie la bocca con frasi che  descrivono la bellezza e che ne decretano la fondamentale importanza in tutte le cose, che siano processi, soggetti od oggetti. La bellezza è alla base della selezione naturale. La bellezza salverà il mondo.

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La prima frase si capisce, e significa che un indefinito senso di bellezza ha decretato le regole discriminatorie dell'evoluzione. La seconda frase suona invece un po' sibillina e ci respinge nell'abisso e  nel vago, se non altro perché, non potendo prevedere in anticipo le regole del bello, non si riesce a mettere tutti d'accordo sulla direzione da prendere quando si pianifica il futuro, sia esso in termini territoriali (urbanistici e architettonici) , sia esso in termini etici e sociali. Conoscere le meccaniche che rendono esplicito il bello sarebbe la soluzione definitiva.

Piramide del Louvre, Parigi. N.De pisapia

Piramide del Louvre, Parigi. N.De pisapia

In un precedente articolo sulla bellezza, che risale al 21 giugno 2017 , si dice che la scienza non è in grado di capire i meccanismi del nostro giudicare bello qualcosa , ma può dire cosa che succede nel cervello quando ne facciamo esperienza. Conoscere i segreti della bellezza sarebbe impugnare uno strumento prezioso di anticipazione delle nostre reazioni, cosa che ci regalerebbe sapienza senza dover passare necessariamente per l’esperienza.

Dal momento che spesso la realtà ci restituisce scenari molto discutibili, che prevaricano il buon senso ed il buon gusto, proponiamo un gioco, forse infinito, dove ognuno è invitato a dare la propria definizione del bello o anche del non bello. Sono ammesse, anzi ben accette, ovvietà, e concetti indiscutibili. Man mano che si prosegue nel gioco sarà inevitabile passare dall’ ovvio all’ opinabile. L’intento finale è di passare al setaccio tutte le possibili considerazioni e verificarne la fondatezza, come una sorta di reset del nostro modo di percepire il mondo, una epurazione dai preconcetti e condizionamenti legati alla transitorie sottoculture del momento.


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Invito tutti a proporredi seguito un postulato e/o un esempio che chiarifichi il concetto espresso da esso. Chissà se questo modo di gamificare ci possa aiutare nella ricerca sempre più raffinata per un metro di giudizio obiettivo, universale e duraturo, che possa fare giustizia del bello sacrificato o del brutto illegittimamente accreditato.

Si parte :

.1. La bellezza è sincronizzazione .

Esempio : l'albero spoglio in inverno è bello, l'albero spoglio in estate è brutto.

2. La bellezza non è il sublime. Se  la percepiamo come tale significa che qualcosa di più grande di noi sta avvenendo e noi ne siamo schiacciati e sacrificati per un nuovo equilibrio.

Esempio: un uragano ci destabilizza

3. La bellezza è efficacia…


Commentate ed il vostro commento/punto sarà inserito nel testo.

Grazie.

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Giusi Ascione

Architetto abilitato dal 1992, LEED Green Associate, con un’esperienza decennale all’estero presso studi di progettazione internazionali (Burt Hill, EMBT/ RMJM, Forum Studio/Clayco). Rientra in Italia nel 2008 per avviare ABidea, dedicato alla progettazione e al retrofit. Nel frattempo presta consulenza presso Proger Spa, NeocogitaSrl, collabora con il GBCItalia. Consulente architetto per spazi rigeneranti e formatore di CFP per architetti, è coinvolta anche in attività di ricerca interdisciplinare centrata sulle relazioni tra il comportamento umano e lo spazio costruito. (EBD - Environmental Psychology)