Kunsthofpassage : neuro-urbanistica inconsapevole

Quando sono state create queste singolari facciate, all'interno del quartiere un po’ nascosto di Kunsthofpassage, a Dresda, c'era la volontà da parte dei cittadini di restituire alla città le caratteristiche del gusto tipico del tempo e del luogo andate perdute dopo i bombardamenti del secondo conflitto mondiale.

All'epoca della loro costruzione il termine neuroarchitettura non era ancora stato coniato (e forse non lo è ancora ufficialmente) ma il risultato voluto dal  progetto tedesco “Courtyard of Elements”, che installa opere d’arte negli edifici, è anche quello di creare un'ambientazione che gioca con i nostri sensi e con le nostre emozioni, per generare un diffuso senso di benessere in quei punti della città che peccano per mancanza di luminosità e scorci panoramici, oltre che  essere dei "cul-de-sac"  nascosti e sottratti alla vita economica e sociale della città.

Funnel Wall.     Foto di Luigi Ascione

Funnel Wall.     Foto di Luigi Ascione

E' così che fioriscono in questo quartiere le diverse facciate colorate, che oltre a ricreare una specie di arcobaleno steineriano, interagiscono con i fenomeni atmosferici per riprodurre piacevoli effetti sonori e luminosi.

In particolare, nel Cortile degli Elementi (Hof der Elemente), creazione di tre geniali artisti (Christoph Rossner, Annette Paul e Andre Tempel), c'è il Funnel Wall, una facciata con un sistema di smaltimento dell'acqua che, alla maniera della macchina di Rube Goldberg, (tipico macchinario inutilemente complesso  e ridontante  che esegue operazioni piuttosto semplici), produce suoni musicali quando piove.

 

Non è da meno il Cortile delle Luci  (Hof des Lichts) dove gli autori-artisti, scelti tramite un concorso, hanno risolto il problema di scarsa illuminazione naturale di un cortile (vedi foto in basso) con una composizione di specchi che riflettono i raggi del sole e producono diverse sfumature colorate.

 

Cortile delle Luci .       Foto di Luigi Ascione

Cortile delle Luci .       Foto di Luigi Ascione

Molto rilassante e "organico" è infine il Cortile degli Animali (Hof der Tiere ) con una facciata di un palazzo interamente colorata di verde e decorata in rilievo con giraffe, scimmie e gru e con balaustre realizzate in vimini. 

scorcio del Cortile degli animali .                                              foto di Luigi Ascione

scorcio del Cortile degli animali .                                              foto di Luigi Ascione

Dresda è un bellissimo esempio di buona politica urbana oltre ad essere una città d'arte. Kunsthofpassage non solo ha creato una opportunità in più per il turismo ed il commercio, ma ha sottratto l'intera zona al triste destino di degrado sociale che inevitabilmente tocca alle aree urbane con limitata accessibilità e visibilità.

Capire le dinamiche psicosociali significa disporre di un strumento efficace per la pianificazione  territoriale, per la visualizzazione di possibili problematiche e la ricerca delle strategie risolutive.  La neuroarchitettura (o  neuro-urbanistica) riguarda anche questo. 

Comment

Giusi Ascione

Architetto abilitato dal 1992, LEED Green Associate, con un’esperienza decennale all’estero presso studi di progettazione internazionali (Burt Hill, EMBT/ RMJM, Forum Studio/Clayco). Rientra in Italia nel 2008 per avviare ABidea, dedicato alla progettazione e al retrofit. Nel frattempo presta consulenza presso Proger Spa, NeocogitaSrl, collabora con il GBCItalia. Consulente architetto per spazi rigeneranti e formatore di CFP per architetti, è coinvolta anche in attività di ricerca interdisciplinare centrata sulle relazioni tra il comportamento umano e lo spazio costruito. (EBD - Environmental Psychology)

L'impalpabilità dei fattori che rendono i luoghi magici.

L'atto di fede è un processo cognitivo che può prescindere dalla religiosità dell'individuo e può scatenare non solo una serie di effetti emotivi e psicologici, ma anche fisiologici. E' da oltre un secolo che medici-scienziati cercano di spiegare empiricamente casi etichettati come miracolosi oppure di autosuggestione, ma solamene negli ultimi decenni si stanno ottendendo prove attendibili e più larghi consensi sulla scientificità delle spiegazioni sul potere magico - in quanto persuasivo - di alcuni fattori spaziali. 

Fiaccolata  in   San Romedio  - foto di Nicola De Pisapia

Fiaccolata  in  San Romedio - foto di Nicola De Pisapia

Nel libro " Viaggio a Lourdes" l'autore francese Alexis Carrel, premio Nobel per la medicina nel 1912, narra di un caso di guarigione inspiegabile in cui una donna destinata a morte certa guarisce miracolosamente dalla peritonite tubercolare. Carrell, dichiaratosi fino ad allora agnostico, definisce il caso una manifestazione di autoguarigione resa possibile grazie ad un'accelerazione dei processi di riparazione organici, probabile effetto della forza scatenante dell'atto di preghiera e dello stato estatico.  Le sue ipotesi sull'autoguarigione non trovano riscontro e consensi nel mondo della ricerca dell'epoca, ed è solo all'inizio del nuovo millennio, dopo oltre cinquanta anni dalla sua morte, che si intraprendono nuovi progetti di ricerca strutturati sul funzionamento del cervello nei momenti di profonda fede e tranquillità. Si distingue in particolare il gruppo di R. Davidson che riesce a provare l'esistenza degli effetti benefici della meditazione: quella che inizialmente viene definita scienza di frontiera diventa pian piano un filone sempre più importante delle dscipiline neuroscientifiche.

Ma cosa c'entra tutto questo con l'ambiente e quindi con l'architettura?

Se state leggendo questo articolo è molto probabile che vi siate già imbattuti in altre letture di questo blog, le quali spiegano i profondi legami tra lo stress fisico - e quindi mentale - ed alcuni fattori ambientali negativi. Si è già discusso anche di come ambienti possono trasformarsi da stressanti a rigeneranti ed estremante confortevoli grazie ad un uso armonico di colori, luci, tessiture, geometrie e sonorità.

falling garden- 50° biennale di venezia . crediti: Gerda Steiner and Jorg Lenzlinger.

falling garden- 50° biennale di venezia . crediti: Gerda Steiner and Jorg Lenzlinger.

Per creare ambienti vibranti,  estasianti, quasi magici dovremmo cercare di andare oltre il concetto di comfort e funzionalità quando si definiscongli obiettivi di un progetto architettonico. Se l'approccio si basa sull'aggiunta semplicistica e addizionale di elementi destabilizzanti e starordinari c'è il rischio di creare effetti di ridondanza e fastidio. Esitono però esempi ben riusciti sia in architettura che in natura che lasciano una sensazione di meraviglia e positività, che migliorano la nostra spiritualità al punto da predisporci al buon umore e al buon rapporto con il prossimo e con noi stessi. L' esempio è fornito non solo dai luoghi sacri confinati ( templi e chiese), ma anche dai tanti luoghi che non hanno alcuna pretesa celebrativa per l'entità esterna a noi stessi. Se spogliassimo il comune di Lourdes degli attributi e significati aggiunti dopo le apparizioni mariane, e lo considerassimo un semplice borgo medievale, gli riconosceremmo comunque il merito di saper offrire ai suoi ospiti uno spettacolo particolare, specialmente durante la processione che si snoda lungo la sua collina: un senso di estasi e beatitudine è innescato dal luccichio delle fiaccole trasportate dal fiume di pellegrini sullo sfondo di un tarda luce crepuscolare tipica francese. Il forte coinvolgimento e l'intensa partecipazione popolare contribuisce al sentimento corale di meraviglia e di elevazione spirituale, ma è l'armonia dei diversi elementi ambientali dello sfondo che concilia il tutto con un effetto soprannaturale e magico.  Creare un atmosfera magica, per predisporre la propria mente a una certa forma di ingenua credulità è un mezzo per ripulire definitivamentela mente da pensieri negativi.

La chiesa è solo un esempio antico di come uno spazio possa indurre determinati stati mentali ed è indubbio che anche un ateo o agnostico dichiarato non rimanga indifferente alle suggestione che molti edifici del genere infondono. Allora possiamo asserire, senza rischio di blasfemia, che le installazioni artistico/architettoniche, possano suscitare parzialmente sensazioni simili a quelle infuse dai luoghi sacri ? Possiamo attribuire a questi spazi quel potere magico che predispone gli occupanti alla meraviglia ? 

La meraviglia è uno stato mentale assimilabile ad un particolare stato attentivo, in quanto attiva la stessa parte del cervello - quella frontale - che viene coinvolta in un compito di tipo intellettuale. La meraviglia è un sentimento comune a tutte le culture e a tutte le età', ed è più forte e frequente nell'infante, dove si traduce in eccitazione che mette in movimento tutto il corpo e che pone il piccolo essere in uno stato di totale dipendenza. Creare dipendenza negli adulti è un rischio che si corre quando si stimolano determinati stati mentali ma tale errore è facilemente evitabile. Bisogna fare in modo che l'elemento soprannaturale venga accettato nella sua dimensione onirica, dove tutto diventa credibile a prescindere della predisposizione che ognuno ha nei confronti dell'inspiegabile. Credere, andare contro vento e contro gli schemi della razionalità ci inebria e ci aiuta non solo nei processi di recupero fisico durante le malattie, ma ci rende propensi a rompere gli schemi noti e alimentare la nostra creatività. L'illusione che non diventa fanatismo innesca un serie di effetti positvi sulle performance di vario tipo: ci aiuta ad essere più assertivi , responsabili, decisi e organizzati, insomma ci rende delle persone funzionali e pertanto più sane. Attrezzare i luoghi con aree dedicate a questo tipo di esperienza potrebbe diventare un requisito nella pianificazione urbana e territoriale e nella regolamentazione degli spazi pubblici dediti all'educazione. Questo è un auspicio.