Quando il Cambiamento parla a voce bassa

Montecitorio : Aula Emiciclo

Montecitorio : Aula Emiciclo

Cerchiamo di non farci coinvolgere dalle polemiche e dalla confusione ideologica che si respira negli ambienti politici, invece lasciamoci andare all'ascolto, senza pregiudizio,  di un discorso  pronunciato da un nuovo residente di Palazzo Montecitorio. Si coglie chiaramente un segno  di grande cambiamento che non è politico, ma preannuncia una svolta epocale, che prescinde dalle ideologie tradizionali, e risulta  tanto forte quanto inaspettato..

Ascoltare personaggi politici richiedere una maggiore attenzione verso gli spazi costruiti, e sentire farlo in chiave diversa da quella legata ai soliti aspetti normativi, legislativi ed economici, risulta  destabilizzante ma anche rincuorante.

Ci siamo interrogati sull’ambiente di questi palazzi bellissimi, meravigliosi, che evocano storia e cultura. Però tante volte li abbiamo anche visti poco umani o comunque lontani dalla realtà esterna quotidiana...
Il "Transatlantico" in palazzo Montecitorio

Il "Transatlantico" in palazzo Montecitorio

Per avanzare ed evolverci, anche spiritualmente , bisognerebbe partire da questi palazzi che dovrebbero dare l’esempio ... perchè abbiamo capito che la rivoluzione è individuale e collettiva, e quindi per renderla valevole e vera questa rivoluzione ... magari in un futuro prossimo, ci potrebbe essere una sala di meditazione, dove i parlamentari che ne hanno voglia, possono ricaricare le loro energie, avanzare nella loro lucidità per migliorare il proprio lavoro ...

A parlare è Dalila Nesci, giornalista e deputata alla Camera, in uno degli appuntamenti del seminario di filosofia dal titolo "Parole Guerriere". Il concetto espresso  risulta contemporaneamente  semplice ed innovativo, anche se non  è la prima volta che un parlamentare propone di inserire la pratica meditativa all'interno del palazzo.  Lo ha già fatto nel 2007 Fausto Bertinotti, contando sulla collaborazione dell'architetto Paolo Portoghesi. L'architetto era disponibile ad accettare la sfida per un luogo che doveva essere "di  ispirazione ecumenica,  in cui tutti possano interrogarsi sul senso dell'esistenza, tanto più di fronte al precipitare della barbarie, ai segni delle guerre e dei terrorismi che lacerano la comunità umana".

L'intervento della Nesci è però più attuale, anzi anticipatorio, perché fa riferimento ad una pratica meditativa laica, in sintonia con i contenuti presentati  in occasione della Project Anticipation Conference, svoltasi in Trento  nel  novembre 2016.  Negli atti della conferenza raccolti in un libro omonimo, con il sottotitolo "When design Shapes futures in architecture and urban design" (*), in particolare nell'articolo "Towards a Neuroscience-based and architecture driven Care of Self" , si parla di una crisi definitiva di strategie globali per i cambiamenti sociali. Mentre nel passato è stata la fede religiosa un riferimento imprescindibile, e solamente fino a qualche decennio fa erano le leggi economiche a farci da guida, almeno nel mondo occidentale, adesso succede che perfino il mondo scientifico fallisce nel suo ruolo di  principale referente. La vera rivoluzione quindi non può che partire dall'individuo puntando sul rafforzamento del corpo e della mente,  per costruire intelligenza emotiva e cognitiva, e quindi forza e indipendenza.  "Una rivoluzione personale e intima, agendo su scala piccola e privata, lentamente darà alla nuova società una nuova pelle e, di conseguenza, libererà quella vecchia, con una progressiva metamorfosi. L'effetto domino che potrebbe seguire sarà tale da influenzare il patrimonio sociale, economico e politico dopo aver cambiato il nostro punto di vista, e renderci consapevoli di far parte di un sistema organico e armonico più ampio  ... In questa generale trasformazione umano-centrica, l'ambiente costruito può svolgere la sua parte fondamentale nel plasmare i modelli mentali - oltre i semplici aspetti urbani - per l'auto-trasformazione e la rigenerazione. I microambienti su scala umana, facilmente collegabili a spazi e realtà preesistenti, possono essere attrezzati per migliorare la nostra risposta mentale e regolare i processi psicofisici modulando tutte le caratteristiche spaziali."

Concepire spazi per la meditazione significa aiutare l'individuo nella "cura del sè" e nella sua crescita morale, per iniziare una trasformazione socio-economica dal basso,  in cui l'individuo non domina più uil sistema, ma ne diventa parte. Come non auspicare che questa pratica faccia parte dell'attività di un politico?

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Me c'è però dell'altro nelle dichiarazioni riportate sopra, che fa riferimento ad una percezione di una architettura lontana dalla realtà attuale e quindi a volte anche incombente.  Come conciliare allora il riferimento storico e culturale che l'architettura rappresenta  con l'esigenza di contemporaneità legata ad un rinnovato concetto spaziale ?

Un'ambientazione solenne ed elegante, quale è quella delle aule e dei corridoi del palazzo Montecitorio o degli altri palazzi istituzionali preesistenti, può lasciare spazio ad interventi di integrazione per la creazione di  microambienti attrezzati per migliorare la nostra risposta mentale e regolare i processi psicofisici ?

La risposta  è data dall'evoluzione che ha già interessato altre  strutture che, altrettanto anacronisticamente,  si imponevano a realtà completamente diverse da quelle che le aveva concepite, come per esempio le chiese gotiche o neoclassiche. La Chiesa non è più quella istituzione egemonica ed autoritaria del Medioevo o del Rinascimento , eppure i suoi spazi concepiti in quelle epoche  ospitano con disinvoltura nuove cerimonie religiose e nuove ritualità. I segni del passato vegliano su di noi come un promemoria, una costante ricordo della continua e lenta voluzione a cui l'essere umano è stato e  sempre sarà sottoposto. Tocca a noi conteporanei saper gestire la transizione.

 

Nota (*) Project Anticipation - When Design Shapes futures in architecture and urban design - Conference Proceedings,  2016, Maggioli Editore

 

 

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Giusi Ascione

Architetto abilitato dal 1992, LEED Green Associate, con un’esperienza decennale all’estero presso studi di progettazione internazionali (Burt Hill, EMBT/ RMJM, Forum Studio/Clayco). Rientra in Italia nel 2008 per avviare ABidea, dedicato alla progettazione e al retrofit. Nel frattempo presta consulenza presso Proger Spa, NeocogitaSrl, collabora con il GBCItalia. Consulente architetto per spazi rigeneranti e formatore di CFP per architetti, è coinvolta anche in attività di ricerca interdisciplinare centrata sulle relazioni tra il comportamento umano e lo spazio costruito. (EBD - Environmental Psychology)