“Dalla parte dei bimbi“ di studioELT

Il secondo appuntamento di questa rubrica lo dedichiamo al lavoro dello  studio di progettazione ELT di Napoli, e  in particolare analizziamo un loro intervento di retrofit in una scuola per bimbi di età compresa fra i 2 ed i 10 anni. “Dalla parte dei bimbi “ è il nome dell’istituto che sorge nel quartiere Vomero della città partenopea.

Uno sguardo verso l'alto : la Cupola trasparente termina il vano scala. (Crediti studioelt)

Uno sguardo verso l'alto : la Cupola trasparente termina il vano scala. (Crediti studioelt)

Nel nome c’è già, riassunta, la visione della committenza, e quindi anche l’ obbiettivo principale del progetto di creare, per i giovani occupanti, un ambiente stimolante e formativo capace di favorire e  supportare le diverse potenzialità  espressive e di apprendimento. La sfida è quella di creare un ambiente flessibile e dinamico all'interno di un involucro ottocentesco, e quindi di realizzare forme libere e fluide in opposizione ai superati schemi rigidi di una maglia e struttura inevitabilmente vincolante.

DETTAGLIO RAMPA centrale. (CREDITI STUDIOELT)

DETTAGLIO RAMPA centrale. (CREDITI STUDIOELT)

L’elemento più interessante ed emblematico è il vano scala, un tripudio di stimoli multisensoriali situato quasi al centro del corridoio principale . Qui non solo si sfrutta al massimo la luce del sole, ma si interviene manipolando i raggi diretti per creare giochi di riflessi, ombre e proiezioni, i cui effetti positivi sono percepiti a più livelli.  Giochi di linee e geometrie, ma anche di trasparenze, sono sollecitazioni tutte che catturano l’attenzione del bambino in un momento che richiede anche un forte controllo cinestetico, per il movimento di salita o discesa dei gradini. Indugiare e avanzare con prudenza diventa una esigenza del ragazzo e non un’imposizione.  

La cupola in vetro, che infine termina e ricopre l’intero vano, consente una pioggia di luce dall’alto che ha effetti molteplici: aiuta il reset necessario dopo lo sforzo intellettivo delle lezioni frontali (più rare ma sempre necessarie), diventa un’ occasione per volgere lo sguardo in alto e guardare il cielo per innescare indugio, indurre al rallentamento e alla pausa riflessiva.

Inoltre si esalta l’aspetto dinamico della luce naturale, componente fondamentale per il nostro benessere alla stessa stregua della qualità e la quantità  dei parametri luminosi, poiché, oltre che facilitare i processi neurofisiologici nella regolazione del nostro orologio biologico, scandisce il passare del tempo e offre un indizio ulteriore nella navigazione dell'edificio.

Non manca l'uso di colori vivaci che stimolano il corretto sviluppo della percezione degli stessi, in un percorso di apprendimento che raggiunge il suo culmine proprio verso gli 8 anni. I colori differenziati aiutano anche a caratterizzare i diversi sotto-ambienti in cui gli spazi fluidi delle aule e dei corridoi sono suddivisi. La pianta (nellaimmagine sotto)  mostra la fluidità dell’impianto planimetrico: il corridoio non è più una percorso concepito come collegamento asettico tra i vari spazi, per una percorrenza veloce e distaccata, ma diventa esso stesso occasione di sosta, di pausa riflessiva e di libera interazione sociale. Le simmetrie e le uguaglianze diminuiscono: i perimetri delle aule presentano a volte cinque lati, piuttosto che svilupparsi sui tradizionali quadrati o rettangoli regolari. Questa rottura degli schemi planimetrici e volumetrici ha effetti che non riguardano solo uno space planning più flessibile e originale, ma determina una dilatazione spazio-temporale per chi ci vive. I tempi per l’ambientazione  (intesa come presa di coscienza) in una stanza con cinque pareti sono più lunghi rispetto a quelli impiegati per l’interiorizzazione di uno spazio quadrilatero più o meno regolare.

il corridoio è uno spazio dinamico . PIanta piano terra . (crediti studioelt)

il corridoio è uno spazio dinamico . PIanta piano terra . (crediti studioelt)

Questa forma di comunicazione che lo spazio stesso esprime risulta giocosa e rende l'ambiente particolarmente vivace e piacevole. Sicuramente un eccessivo eccitamento richiede di essere bilanciato da un’educazione all’autocontrollo e all’autoconsapevolezza. Protocolli sempre più collaudati stanno rilevando la grande efficacia e utilità delle pratiche meditative per i ragazzi tutti, e non solo quelli con problemi legati all’iperattività.

Risulta quindi evidente che il design dello spazio sia lo strumento principale dell’attività di programmazione didattica contemporanea (e dell’immediato passato). Un ambiente adeguato è uno strumento di conoscenza principale perché offre esperienze multisensoriali: non solo attraverso le stimolazioni visive, uditive e tattili, ma anche con la gestione degli schemi comportamentali, siano essi di gestione del movimento corporeo oppure di controllo delle relazioni sociali, per lo sviluppo dei competenze relazionali e introspettive.

PARTICOLARI AULE (CREDITI STUDIOELT)

PARTICOLARI AULE (CREDITI STUDIOELT)

Questa impostazione didattica non fa riferimento solo al metodo montessoriano oppure steineriano, ma è il risultato delle teorie sulle intelligenze multiple, come quella di Howard Gardner, secondo cui non esiste solo l’intelligenza linguistica o logico-matematica, ma anche quella visivo/spaziale, naturalistica, musicale e cinestetica. Per dirla in modo semplice, gli studenti posseggono diversi tipi di mente e quindi imparano, ricordano, eseguono e comprendono in modi diversi.

Lo sforzo richiesto per l’adattamento della vecchia struttura scolastica alle nuove esigenze distributive e strutturali dell’edificio in questione si può considerare una metafora dello sforzo intellettuale che i tempi che stiamo vivendo richiedono. Una trasformazione di visioni, obbiettivi e convinzioni sta coinvolgendo tutti i campi, da quello sociale a quello formativo e produttivo.

La scuola “Dalla parte dei bimbi” non è di recente realizzazione, ma più di dieci anni sono passati da quando Fabiana, Stefano e Rossella hanno partorito il concept e hanno aperto il cantiere. Complimenti a loro per essere riusciti, già allora, a mettere in pratica quelli che ancora oggi rimangono i propositi per una profonda trasformazione dell’edilizia scolastica.

 

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Giusi Ascione

Architetto abilitato dal 1992, LEED Green Associate, con un’esperienza decennale all’estero presso studi di progettazione internazionali (Burt Hill, EMBT/ RMJM, Forum Studio/Clayco). Rientra in Italia nel 2008 per avviare ABidea, dedicato alla progettazione e al retrofit. Nel frattempo presta consulenza presso Proger Spa, NeocogitaSrl, collabora con il GBCItalia. Consulente architetto per spazi rigeneranti e formatore di CFP per architetti, è coinvolta anche in attività di ricerca interdisciplinare centrata sulle relazioni tra il comportamento umano e lo spazio costruito. (EBD - Environmental Psychology)

1000 WORDS ABOUT ... ... La nuova rubrica

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1000 WORDS ABOUT è il nuovo appuntamento mensile di NeuroarchiteCtura in cui vengono esaminati realizzazioni di edifici, o semplicemente spazi, che meglio  rispondono alle esigenze performative e/o emozionali delle persone che ci vivono.

gli appuntamenti :

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Giusi Ascione

Architetto abilitato dal 1992, LEED Green Associate, con un’esperienza decennale all’estero presso studi di progettazione internazionali (Burt Hill, EMBT/ RMJM, Forum Studio/Clayco). Rientra in Italia nel 2008 per avviare ABidea, dedicato alla progettazione e al retrofit. Nel frattempo presta consulenza presso Proger Spa, NeocogitaSrl, collabora con il GBCItalia. Consulente architetto per spazi rigeneranti e formatore di CFP per architetti, è coinvolta anche in attività di ricerca interdisciplinare centrata sulle relazioni tra il comportamento umano e lo spazio costruito. (EBD - Environmental Psychology)

La Bellezza : un concetto, un valore o solo un'area del cervello che si attiva?

“Beauty is nothing but the beginning of terror” scriveva Rainer Maria Rilke agli albori dello scorso secolo, sovvertendo la cultura della bellezza neoclassica e riportando con vigore la cultura del sublime romantico. Ma la domanda è: la bellezza è un concetto che solo la poesia può tentare di spiegare? Forse il cosa sia bello resterà un mistero, ma cosa accade quando lo vediamo non lo è più.

La neurobiologia non ha alcun interesse a capire quali siano i fattori che determinano e scatenano la sensazione del bello e del piacere nell'uomo, piuttosto essa tende esclusivamente a comprendere cosa succede nel nostro sistema nervoso quando si esperisce il bello. Semir Zeki, ( nella sua intervista per 'Why Are We Here?'),   sostiene questa posizione e prende le distanze da ogni confronto diretto sul tema con il resto del mondo intellettuale, in particolare quello più umanista, il quale, al contrario, teme moltissimo la contraddizione in cui cadrebbe il proprio percorso ideologico di fronte alle inconfutabili prove scientifiche.

Intervista a Semir Zeki (clicca qui per il video)

Intervista a Semir Zeki (clicca qui per il video)

Gli architetti, invece, darebbero chissà cosa per conoscere la magia nascosta che rende alcuni spazi molto più piacevoli di altri: si risolverebbero gran parte dei problemi legati all'arbitrarietà del design , sia esso urbano, architettonico o del prodotto, e finalmente si avrebbe un riferimento teorico immutabile, oggettivo. e stabilizzante.

Costanza del colore: SIriconoscono i colori coerentemente anche quando soggetti a differenti livelli di luce ambientale

Costanza del colore: SIriconoscono i colori coerentemente anche quando soggetti a differenti livelli di luce ambientale

Il nostro cervello è sempre alla ricerca di riferimenti stabilizzanti e tutti i processi sensoriali non sono altro che espressione di questa tendenza: la realtà visiva che percepiamo non è altro che l'interpretazione soggettiva delle onde elettromagnetiche e delle costruzioni prospettiche delle forme, le quali tendono a eliminare le contraddizioni e le incertezze . Per esempio noi percepiamo sempre le foglie come verdi, cioè come esse si presentano in pieno giorno,  nonostante queste abbiano un aspetto diverso in altri momenti della giornata, cioè quando riflettono principalmente il rosso del crepscolo o dell'alba. Il processo percettivo è uno strumento di sopravvivenza e pertanto tende a fornire gli strumenti per riconoscere la realtà nella misura in cui noi ne abbiamo bisogno. Quando la stessa realtà ci restituisce forme, colori, e suoni nella modalità che ritieniamo avere senso, noi proviamo piacere , e tale sensazione è strettamente legata alla credibilità ancor prima che alla semplicità, e produce un senso di soddisfazione nel cervello.    

Zeki ci tiene a precisare che non esistono delimitate aree del cervello deputate alla percezione del bello ma si può asserire con certezza che esista una parte del cervello che si attiva quando proviamo la sensazione del bello. Questa zona è la corteccia orbito frontale media, ed è la stessa che si attiva quando reagiamo positivamente per la consegna di un premio, quando ascoltiamo bella musica, quando siamo coinvolti indirettamente o direttamente in un'azione che consideriamo giusta e/o buona (Bello Morale di kantiana memoria). E' una sensazione che ci pone in relazione con il mondo e può variare in intensità, ma mai al punto di destabilizzarci.

Quando si alza "il volume" del piacere e si arriva ad un punto destabilizzante, la bellezza svanisce per lasciare il posto a qualcosa di diverso, che è il sublime. Il sublime viene definito come la bellezza che si coglie nell'orrore, ciò che di bello è racchiuso nel terrificante. Si tratta della sensazione suscitata dalla natura nelle sue manifestazioni più grandiose e potenti, come la tempesta o anche la vista di una alta cima. E' questo un punto di disequilibrio in cui si spegne il senso del sè in relazione con il mondo e la propria parte autoreferenziale per essere travolti dal senso di infinito e di impotenza., che trascende i sensi. Inaspettatamente, quando si prova il sublime, l'area cerebrale che si attiva - il giro frontale medio inferiore - non è la stessa di quella coinvolta quando esperiamo il bello. Si tratta di una zona implicata in forti esperienze emozionali e si registra come pura costruzione mentale.

Possiamo distinguere in architettura esempi di ricerca del sublime ed esempi di ricerca del bello ? E quali potrebbero essere le caratteristiche ambientali che distinguono una categoria dall'altra?

Stando a quanto detto finora dovremmo asserire che una architettura è bella quando soddisfa il nostro cervello, non stressa ed offre una ergonomia cognitiva oltre che fisica.  La linea di demarcazione che separa il sublime dal bello è molto sottile ed è anche strettamente correlata al tempo e alla evoluzione culturale. Quanto tempo possiamo risiedere nella casa Battlò senza sentirne il peso dei continui e ripetuti stimoli sensoriali ? L'opera di Gaudì è una delle meravigliose mete turistiche in Barcellona, ma sono abbastanza certa che nessuno di noi sarebbe proprio lieto di spendere la propria vita in spazi come questi.

Casa Battlò -interno. Immagine di Nicola De Pisapia

Casa Battlò -interno. Immagine di Nicola De Pisapia

Una "architettura bella" invece sfida i cambiamenti culturali e rimane piacevole da vivere sempre e per le diverse tipologie di utenza. E' quella che ci vuole nei luoghi dove trascorriamo gran parte delle nostre giornate: dove studiamo, dove lavoriamo e dove spendiamo il tempo con la nostra famiglia.  Essa deve essere capace di ricaricarci piuttosto che sovraeccitarci.

Lasciamo, dunque, che siano i musei, le chiese, gli spazi ludici ad offrire effetti speciali ed esperienze positivamente sovra-stimolanti. Lasciamo che siano le opere d’arte a sorprenderci con le loro forme.

Nell’ambito degli spazi quotidiani, invece, ben venga la riabilitazione del maestoso, attraverso l'uso seducente dei linguaggi classici (volte ed arcate), così come anche la provocazione delle sperimentazioni innovative, perché tali linguaggi provocatori facilitano il reset degli stati mentali negativi e predispongono alla creatività, ricordando però che ogni soluzione vada proposta nel luogo e nel momento giusto.

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Giusi Ascione

Architetto abilitato dal 1992, LEED Green Associate, con un’esperienza decennale all’estero presso studi di progettazione internazionali (Burt Hill, EMBT/ RMJM, Forum Studio/Clayco). Rientra in Italia nel 2008 per avviare ABidea, dedicato alla progettazione e al retrofit. Nel frattempo presta consulenza presso Proger Spa, NeocogitaSrl, collabora con il GBCItalia. Consulente architetto per spazi rigeneranti e formatore di CFP per architetti, è coinvolta anche in attività di ricerca interdisciplinare centrata sulle relazioni tra il comportamento umano e lo spazio costruito. (EBD - Environmental Psychology)